Le barzellette di Silvio Berlusconi
contro gli ebrei (perché raccontare oscenità “sugli” ebrei è semplicemente
alimentare una secolare campagna di odio e discriminazione “contro” di loro)
non sono una novità per la comunità ebraica e per gli stessi diplomatici
israeliani. Più volte Berlusconi ha raccontato queste barzellette perfino nella
casa dell’ambasciatore israeliano in Italia Gideon Meir, a Roma, ai Parioli. Circondato
da ministri o deputati del Pdl e membri della comunità ebraica, da capo dell’opposizione
contro Prodi oppure da capo del governo, Berlusconi non si è mai risparmiato
storielle del genere. Una, in particolare, era davvero orrenda: raccontava di
un ebreo che negli anni, con varie trasfusioni di sangue salva un palestinese,
che gli fa nel tempo regali di valore sempre decrescente. Quando l’ebreo gli
chiede “per curiosità, mi spieghi perché mi regali cose che valgono sempre di
meno?”, il palestinese risponde “perché ho sempre più sangue ebraico nelle mie
vene”. E’ chiaro che l’ambasciata a Roma avrà riferito a Gerusalemme il
contenuto di questi racconti, il carattere dello spirito più intimo di
Berlusconi. E’ probabile che il realismo politico di Olmert e Netanyahu avrà
fatto scegliere ai governi di Israele di “coprire” l’amico Silvio, “poverino,
non è contro di noi, non sa quel che dice”. Ma per il popolo italiano è sempre
più imbarazzante presentarsi nel mondo con un leader che gioca con storielle
anti-semite, bestemmia Iddio pur di offendere una donna (le donne), bacia la
mano a Gheddafi, fa il cù-cù ad Angela Merkel. Questo veleno lentamente sta
pervadendo e stordendo noi italiani. Ma è un veleno che tutti nel mondo
percepiscono chiaramente, e che sfigura il volto dell’Italia molto più di
quanto noi stessi riusciamo a capire.
da http://nigro.blogautore.repubblica.it
| inviato da
conques il 3/10/2010 alle 19:3 | |